Diario di bordo: Marianna e Flavia tra Toscana e Corsica

Come le ciliegie, un diario di viaggio tira l’altro. Pubblichiamo anche il secondo resoconto di viaggio con Marianna: a caccia di angoli di mare meravigliosi, persone di mare affascinanti, scoperte uniche, anche per una marinaia esperta come Flavia!
Grazie Flavia di averci scritto! 😉

Chi l’avrebbe mai detto che dal vederla in TV tutti i giorni in Centovetrine, nelle vesti della temibile e perfida Carol Grimani, con Marianna de Micheli ci avrei passato una settimana in barca! Prima di partire mi domandavo: “ma nella vita reale come sarà?” Beh, la risposta me la sono data: niente a che vedere con Carol Grimani: esattamente l’opposto! Marianna è una persona simpatica, aperta, con la quale è molto piacevole parlare e passare del tempo.

Abbiamo iniziato la nostra avventura a Marina di Pisa: la sera siamo partite con un bel venticello e un po’ di ondina che rompeva le scatole, per dirigerci a Capraia…11 ore di navigazione, però siamo riuscite anche a dormire!
Alle 6,30 del mattino abbiamo dato ancora nella meravigliosa rada di Capraia, che conosco molto bene, andandoci spesso con la mia barca. Finalmente ci siamo fatte una lunga dormita, al risveglio un bellissimo bagno nell’acqua verde, mangiato, altro riposino e poi abbiamo inaugurato il nuovo tender di Marianna.
Siamo scese a terra, dove io ho rivisto il mio mitico amico Nello, l’ormeggiatore. Abbiamo fatto una passeggiata per il paese, andando a rivedere i posti dove Marianna aveva girato le scene di un film. Aspettando Nello per un aperitivo, incontriamo una persona che conosceva Marianna: il mitico Mario, un signore anziano molto esperto di vela, che insieme a sua figlia e suo genero, ci ha invitate a cena. I suoi racconti di mare e il suo modo di fare mi hanno completamente affascinata.
Poi siamo tornate su Maipenrai con il tender, remando nonostante avessimo il motorino: peccato che io mi sia dimenticata di riaprire la benzina😬😬😬😬.

La mattina dopo, decidiamo di avviarci in Corsica, a Barcaggio. Una bella navigazione, peccato che non si potesse stare nella baia che avevamo scelto inizialmente, quindi abbiamo optato per fare un altro po’ di miglia e dare ancora a Saleccia: una spiaggia stupenda! Arriviamo alle 20.30, prendiamo il tender, Jingjok e con me come motore e Marianna e gatto sul tender, siamo scesi sulla spiaggia. Meravigliosa!

L’indomani ci spostiamo alla spiaggia del piccolo Lotu: altro paradiso terrestre!
La sera Marianna prepara la cena con la musica di sottofondo e ci mettiamo a cantare, com’è successo spesso in questi giorni: ci prendevano momenti di canto fantastici! Incuriosita, la barca vicino a noi ci invita a fare due chiacchiere dopo cena.

Sabato mattina ci spostiamo a Saint Florent, dato che io Domenica devo sbarcare. Arriviamo con un caldo terribile. Nel pomeriggio una passeggiata, un saluto a degli amici di Marianna e poi a cena con un amico conosciuto a Saleccia: ci siamo fatte una bella mangiata di pesce!

Marianna in barca è molto brava e prudente e con Maipenrai si naviga bene: barca stabile, perfetta per due e….gatto! Mi sono divertita veramente tanto in questi giorni e consiglio di fare quest’esperienza perché ne vale la pena.
Marianna, Jingjok grazie. Vi voglio bene! Grazie anche a Tunny e Horizon-Line per essersi occupati del mio imbarco e avermi permesso di fare quest’esperienza.

Diario di bordo: traversata verso le isole Baleari

Diario di bordo: in traversata verso le Baleari

Andrea e il suo equipaggio sono arrivati. E come tutti i naviganti, dopo tante miglia, tanto mare, poca terra, l’attesa dell’arrivo, ora, in porto a Palma de Majorca, sentono la nostalgia del mare aperto e non vedono l’ora di salpare! Nell’attesa ci siamo fatti raccontare la loro avventura.

Salpati da Spezia venerdì sera, il primo tratto di navigazione non è stato entusiasmante, fatto salvo per l’emozione del viaggio che stavamo iniziando e i primi delfini che ci hanno accompagnato per un tratto di costa francese.
Il Golfo del Leone ci ha riservato poco vento, un po’ di nebbia (ad agosto!!) e uno spettacolare scontro tra fronti d’aria calda e fredda.

L’adrenalina vera è arrivata accompagnata dal vento: un bel Grecale a 27/30 nodi, che con tutta randa e code, ci ha fatto volare dalla Spagna Continentale fino a Palma.

FirstJoy si è comportata benissimo: il sistema di comando automatico delle vele ha funzionato alla perfezione, permettendo all’equipaggio di riposare in navigazione e…di avvistare nell’ordine: una balena, delfini (a iosa), pesci volanti e tartarughe.

Ora è arrivato il tempo dei bagni nell’acqua azzurro anice di Ibiza e Formentera! Buone vacanze a noi! 😉

Diario di bordo: in vela con Marianna de Micheli

Diario di bordo: Irene e Marianna alla scoperta della costa toscana

Siamo emozionati: è arrivato il primo diario di bordo di una delle uscite con Marianna. Che dire…abbiamo deciso di condividerlo con tutti voi perché Irene, con poche parole e tanta sincerità, nel suo scritto è riuscita a raccontare qualche avvenimento, ma soprattutto a trasmettere ciò che il mare (e Marianna) sono riuscite a regalarle.
Grazie Irene, alla prossima! 😉

Marianna ed io, ci diamo appuntamento a Marina di Pisa per venerdì pomeriggio.
Comet 910 plus: una barca con tutto ciò che serve, a bordo un meraviglioso micio di nome Jingjok e un odore di aria vissuta che dà la sensazione di sentirsi a casa; tiro un sospiro di sollievo: la mia indole disordinata sarà ben accetta. 
Prima notte in porto e poi partenza!

Diamo fondo all’ancora, qualche tuffo e poi Marianna, con stoica pazienza, si accinge a spiegare ad una profana del mestiere come me, piccole nozioni di vela: sono in un mondo totalmente nuovo! (Sarà ostile??)
Il tempo in barca è scandito dalle onde del mare, che, a volte, ahimè, si fanno troppo lunghe e fastidiose, tanto da farci decidere di rientrare in porto.
Prua al vento, randa issata, due mani di terzaroli, fiocco rollato il giusto per non sforzare il timone, e via… prua in direzione del porto che s’intravede in lontananza! Solo Jingjok, che dorme spaparanzato sottocoperta, sembra non essersi accorto di tutto quel trambusto.

Quando cala il sole, le note e la voce di Lucio Dalla si diffondono sulla nostra barca, mentre lezioni di nodi marinari e studio della lingua thai scandiscono le nostre serate, tenendoci sveglie fino a tardi.
Intanto, gli occhi dei vicini ci fanno compagnia, conferendo un’atmosfera di familiarità alla nostra lauta cena in pozzetto.
Jingjok, sazio e appagato, salta in banchina e con andatura paciosa, incurante dei richiami, decide di farsi un bel giro di perlustrazione del porto.

È proprio vero: in barca a vela ci si rende veramente conto di quanto sia importante il rispetto reciproco e quanto siano belli l’incontro e lo scambio.

Il mare mette a nudo e non puoi nasconderti: così, in tutta spontaneità, ti apri all’altro ed è con questo contatto che si entra in nuove dimensioni, che permettono una crescita e un arricchimento personale.
Si torna a casa con il cuore pieno e con la consapevolezza che bisogna provare, tentare, azzardare e che sbagliare non è sinonimo di fallire, ma è solo la fase fondamentale di un processo di apprendimento.
Cara Marianna, non c’è motivo ti raccontare quel che la memoria conosce, ma ringrazio te e infine l’immaginazione per non essere mai all’altezza del suo compito.

Tunny in barca con Marianna De Micheli

2 donne (e 1 gatto) in barca, ovvero la cronaca di un weekend a bordo con Marianna

Questo diario di bordo inizia con un timido autostop a Follonica, dove siamo arrivate in treno cariche dei nostri borsoni e la gabbietta di Jingjok (il micio). Avremmo dovuto aspettare più di due ore per il collegamento con il porto di Punta Ala: “naaa troppo sole e troppo tempo, che si fa?! Ma si dai, ditone fuori e autostop, in fondo siamo due donne, sarà facile!”
Ed ecco che, dopo circa 40 minuti di “no mi dispiace”, quando ormai eravamo in preda allo sconforto,  arriva un giovane ragazzo dell’est, Andrea, che andando ben oltre la sua destinazione, ci porta fino al porto. Grazie Andrea, ti  siamo debitrici e ti auguriamo il migliore dei venti per il tuo futuro!

Con questo spirito da autostoppiste, abbiamo poi abbracciato tutta la nostra avventura per mare: libere, senza orari (Jingjok a parte, che alle 6 ci dava la sveglia con giochi e baci), nessun impegno. Dove c’era vento andavamo, dove c’erano poche barche ormeggiavamo e la sera, dove c’era un villaggio e una gelateria, c’eravamo noi. Quando avevamo fame mangiavamo e quando avevamo sonno, Jingiok si svegliava, ma sopratutto…dove c’era vento giocavamo con le vele come due bimbe emozionate!

In barca vale la regola della semplicità, del rispetto e la capacità di adattarsi.
Non esistono più quelle imposizioni conviviali, che invece lasciano il posto alla sensibilità, al rispetto per i piccoli spazi e all’empatia con chi condivide il suo mondo con te. In barca valgono gli sguardi.

 Siamo partite con un sorriso e ci siamo sgolate con Lucio Dalla e Francesco de Gregori sotto cieli stellati e una luna “puttana”, che ci ha accompagnate tutte le sere.
Abbiamo sperimentato l’ancoraggio a vela e l’uscita di banchina senza motore, sfilandoci all’alba quatte quatte, con l’ausilio della trappa e la randa issata.
Sulla via del ritorno abbiamo galoppato dentro un maestrale da 20 nodi con raffiche sostenute, che ci hanno generosamente accompagnate fino alla fine del nostro meraviglioso viaggio.

Ogni imbarco un racconto, e proprio quando diventa un racconto, è inevitabile che cali un velo di nostalgia.
Il mondo di Marianna non è quello di Alice, esiste ed è alla portata di chi ha voglia di emozionarsi con attimi semplici, con la natura, il vento, il mare!

Tunny

vacanze in barca a vela

Può un uomo di montagna diventare un marinaio?

Quando uno nasce in una famiglia di amanti della montagna, passa inevitabilmente la sua infanzia tra trekking, sci, neve e laghi. Mare, no! Il che è un vero peccato, ma, almeno nel caso di Daniele, non si sa mai cosa poi capita nella vita!

Il caso lo porta a fare la sua prima uscita in vela all’Isola d’Elba, con un amico, che lo porta su un piccolo catamarano durante una burrasca. Deve aver pensato: “o la va o la spacca”, perché con quelle condizioni molte persone non avrebbero mai più rimesso piede su una barca. E invece per Daniele diventa una passione.

Studia per diventare bravo, per mantenersi lavora tra mercatini in giro per il mondo e l’Isola d’Elba, appena può si propone come marinaio, aiuto a bordo, meccanico, tecnico, probabilmente ha fatto pure la hostess: se le è inventate tutte pur di stare a bordo e conoscere alla perfezione le barche!

 

Quando si è sentito pronto, ha avuto fortuna: ha incontrato la SUA barca, Kikko (che a sua volta ha una bella storia), l’ha rilevata, ristrutturata e ora la porta tra l’Isola d’Elba e la Sardegna, accogliendo a bordo tanti passeggeri, che con lui non possono far altro che divertirsi un mondo.

Morale della storia: quando c’è una passione, tutto diventa possibile.

Scopri di più sulle vacanze a bordo con Daniele >

in barca con Roberto Soldatini

In barca con Roberto Soldatini e la musica del mare

Il set di questa storia: Carla, Napoli, Porto di Borgo Marinai, tempo soleggiato.
Lei tamburella con le dita sul tavolino del bar, ansiosa di conoscere questo personaggio meraviglioso, di cui aveva letto così tanto.
Lui, con la sua bella semplicità e il sorriso sereno, le stringe la mano e la accoglie a bordo della sua splendida barca, mettendola a proprio agio, come solo un navigatore navigato sa fare. Chiacchiere infinte da qui in avanti.   

Chi è Roberto Soldatini?

Roberto è tante anime. Certo, noi l’abbiamo incontrato per via del mare (è un navigatore solitario), ma se cercate di lui online troverete che è un direttore d’orchestra, un violoncellista, uno scrittore e, a volte, anche un attore.
Avendolo conosciuto meglio, ci piace però descriverlo non tanto per i ruoli che ha, ma per il suo meraviglioso modo di prendere la vita.

Roberto è uno spirito libero e un grandissimo amante della natura, da cui sembra assorbire quasi senza volere quell’”energia tranquilla” e la dolcezza, che lo caratterizzano. Forse anche per questo vive su Denecia, il bellissimo Moody 44, che gli fa da casa, barca, studio, aula, ispirazione. Per sei mesi all’anno lui e Denecia si trovano in porto a Napoli, gli altri sei in navigazione per il Mediterraneo.

 

Appena saliti a bordo non si può non notare la sua foto, in cui sbircia da una fessura l’interno di una casa. A fianco, ben visibile, una finestra aperta sullo stesso spazio. Questo è il modo di Roberto di guardare la vita: riflessivo, curioso, desideroso di scoprire da un punto di vista tutto suo, quegli aspetti non immediatamente evidenti delle cose e delle persone.

Un navigatore (solitario)

La navigazione solitaria fa parte del mondo interiore di Roberto, è lo spazio in cui pensa, si muove, crea. Non per questo disdegna la compagnia, anzi! Roberto in ogni porto che tocca, conosce le persone, le loro storie di mare, il loro modo di vivere. A bordo, dedicata al suo violoncello, c’è una cabina, che ogni tanto gli fa piacere cedere a qualche ospite, che abbia voglia di condividere con lui un pezzetto di mare. Roberto saprà accogliervi, conoscervi, raccontarvi le sue storie e ispirare nuove melodie in ciascuno di voi.

Volete andarlo a trovare? Scriveteci!

picnic in barca a vela

Chic Picnic by the Sea

Conoscete le Gite fuori porta? Quelle belle scampagnate, raccontate nei film dei grandi registi Italiani? Ricordate la Vespa, il cesto di vimini, la tovaglia sul prato e il frinire delle cicale?
Ci si allontanava dalla città e si passava una splendida giornata all’aria aperta con gli amici o in tête-à-tête con l’amore della vita.

Questo è l’immaginario di riferimento, ora togliete la Vespa e metteteci una delle nostre barche più belle: vi porteremo nei posti più suggestivi, a vostra scelta tra Costiera Amalfitana, Golfo di Napoli, Golfo dei Poeti in Liguria. Ognuno di voi avrà il suo cestino, la tovaglia a quadretti e con i tender sbarcheremo sulle spiagge più belle per dar vita allo Chic Picnic by the Sea.

 

Cosa rende Chic un Picnic?

Le barche della selezione Horizon Line e la qualità di ciò che troverete dentro ai vostri cesti di vimini.

Pietro Parisi, lo chef di Boccacciello Bistrot, vi farà vivere un’esperienza sensoriale unica, legata alle tradizioni della cucina Napoletana. Materie prime di altissima qualità, preparate secondo il metodo della vasocottura a vapore e servite in Boccaccielli: eleganti ampolle di vetro mono porzione, che mantengono inalterato il sapore di ogni singolo ingrediente.

Una bella lista di piatti tipici sarà a vostra disposizione, per riempire il cestino con ciò che più vi piace. Pane fresco casereccio e vini selezionati dal nostro Sommelier Leonardo Di Zanni, completeranno lo Chic Picnic.

 

La fabbrica delle idee: chic & nature line

Carla, la nostra inviata “cacciatrice di emozioni”, è sempre alla ricerca di nuove ispirazioni per i nostri viaggi. Questa volta ci ha stupito, portando a casa Horizon un prodotto unico nel suo genere: lo Street Food più trendy del momento, i boccaccielli di Boccacciello Bistrot!
Da oggi vi proporremo a bordo delle nostre vacanze, l’alta cucina dello Chef Pietro Parisi, trasformandola per l’occasione da street- a OnBoard- Food.

La prima degustazione: ed è subito amore

Carla ha conosciuto in una calda primavera romana il bellissimo attore Luca Capuano e, fingendo di non vedere lo sguardo magnetico e la bellezza statuaria del guaglione napoletano, si è subito buttata in una degustazione senza fine di Boccaccielli del Bistrot, che Luca e lo Chef Parisi hanno inaugurato 9 mesi fa.
L’idea di portare a bordo queste opere culinarie, è nata al primo assaggio delle Polpette di Podolica in Ragù di San Marzano, accompagnate da Friarielli e Salsiccia (che delizia!).

 

Il legame con il mare e il progetto Horizon-Bistrot

Luca è un grande amante del mare, Carla il mare lo conosce molto bene e non c’è voluto molto perché i due dessero vita a questo progetto: ovunque voi siate, in mezzo al mare, sotto la costellazione scelta per la vostra vacanza, potrete degustare ricette di  altissima cucina della tradizione napoletana.

la signora dei libri in vacanza in barca a vela

La signora dei libri

In questi giorni ci è capitato di ripensare ad una persona speciale, della quale vogliamo raccontarvi la storia.

Estate, rotta per le isole Eolie, 4 passeggeri, 2 coppie: una meravigliosa, classica, vacanza siciliana.
La nostra Tunny era a bordo e, inevitabilmente, la sua attenzione è stata attratta da quell’unica, strana ospite che, nonostante si trovasse in luoghi paradisiaci, non staccava mai gli occhi dai suoi libri. Mai! Restava lì con loro tutto il giorno.
Tunny ha l’abitudine di alzarsi prima degli altri e passare del tempo solitario in barca. Eppure niente, quella volta, prima di lei c’era sempre la figura silenziosa che, leggera come una piuma si alzava senza svegliare nessuno, per sistemarsi a prua alle prime luci dell’alba, circondata dalla sua pigna di libri. Ne aveva un tot, sempre gli stessi, li consultava, segnava appunti e leggeva, leggeva, leggeva. O meglio, studiava in religioso silenzio qualcosa di molto importante.

Nella nostra programmazione di viaggio avevamo una tappa di due giorni in un porto della Sicilia: avremmo dovuto sbarcare la “signora dei libri”, che si sarebbe assentata per due giorni. Noi dell’equipaggio e il resto degli ospiti, saremmo rimasti in quel porto ad aspettare il suo ritorno.

 

Fu solo a quel punto, che i parenti si risolsero a raccontare che la “signora dei libri”, avrebbe presenziato ad un concorso a Milano per una cattedra molto importante. Di lì a poco, la bella “signora dei libri”, si sarebbe dunque trovata lontana da quelle meravigliose isole, di fronte a esaminatori severi e spietati, che forse le avrebbero cambiato la vita.
Passarono due giorni interminabili, c’era agitazione e silenzio, attesa e speranza, poi la telefonata: <<Sono stata la migliore, ho ripagato le mie fatiche>>.

Per ragioni di privacy non possiamo dire di più della “signora dei libri”, ma vi possiamo assicurare che è risalita in barca con un trofeo degno dei luminari del nostro tempo, la prima donna in europa a conquistare un prestigioso titolo, formidabile!

La bella signora dei libri, ha scelto il mare e la barca come fonte di concentrazione, ispirazione, forza e determinazione, e noi ne siamo fieri!

Pasqua-isole-pontine

Pasqua alle Isole Pontine, a caccia di emozioni

Tunny ha deciso, torna alle Isole Pontine. Navigando ripercorrerà luoghi mistici, ricchi di storie da catturare ed emozioni da vivere. Ponza, Ventotene e Palmarola sono così: immagini uniche che fanno parte di un esilio lontano dalla realtà, oltre che dalla civiltà.

 

 

Non diciamo nient’altro, se volete salire in barca con lei, portate l’essenziale perché per il superfluo non ci sarà posto.

> Qui trovi qualche info in più!