Diario di bordo: in vela con Marianna de Micheli

Diario di bordo: Irene e Marianna alla scoperta della costa toscana

Siamo emozionati: è arrivato il primo diario di bordo di una delle uscite con Marianna. Che dire…abbiamo deciso di condividerlo con tutti voi perché Irene, con poche parole e tanta sincerità, nel suo scritto è riuscita a raccontare qualche avvenimento, ma soprattutto a trasmettere ciò che il mare (e Marianna) sono riuscite a regalarle.
Grazie Irene, alla prossima! 😉

Marianna ed io, ci diamo appuntamento a Marina di Pisa per venerdì pomeriggio.
Comet 910 plus: una barca con tutto ciò che serve, a bordo un meraviglioso micio di nome Jingjok e un odore di aria vissuta che dà la sensazione di sentirsi a casa; tiro un sospiro di sollievo: la mia indole disordinata sarà ben accetta. 
Prima notte in porto e poi partenza!

Diamo fondo all’ancora, qualche tuffo e poi Marianna, con stoica pazienza, si accinge a spiegare ad una profana del mestiere come me, piccole nozioni di vela: sono in un mondo totalmente nuovo! (Sarà ostile??)
Il tempo in barca è scandito dalle onde del mare, che, a volte, ahimè, si fanno troppo lunghe e fastidiose, tanto da farci decidere di rientrare in porto.
Prua al vento, randa issata, due mani di terzaroli, fiocco rollato il giusto per non sforzare il timone, e via... prua in direzione del porto che s'intravede in lontananza! Solo Jingjok, che dorme spaparanzato sottocoperta, sembra non essersi accorto di tutto quel trambusto.

Quando cala il sole, le note e la voce di Lucio Dalla si diffondono sulla nostra barca, mentre lezioni di nodi marinari e studio della lingua thai scandiscono le nostre serate, tenendoci sveglie fino a tardi.
Intanto, gli occhi dei vicini ci fanno compagnia, conferendo un'atmosfera di familiarità alla nostra lauta cena in pozzetto.
Jingjok, sazio e appagato, salta in banchina e con andatura paciosa, incurante dei richiami, decide di farsi un bel giro di perlustrazione del porto.

È proprio vero: in barca a vela ci si rende veramente conto di quanto sia importante il rispetto reciproco e quanto siano belli l'incontro e lo scambio.

Il mare mette a nudo e non puoi nasconderti: così, in tutta spontaneità, ti apri all'altro ed è con questo contatto che si entra in nuove dimensioni, che permettono una crescita e un arricchimento personale.
Si torna a casa con il cuore pieno e con la consapevolezza che bisogna provare, tentare, azzardare e che sbagliare non è sinonimo di fallire, ma è solo la fase fondamentale di un processo di apprendimento.
Cara Marianna, non c'è motivo ti raccontare quel che la memoria conosce, ma ringrazio te e infine l'immaginazione per non essere mai all'altezza del suo compito.

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