Tunny in barca con Marianna De Micheli

2 donne (e 1 gatto) in barca, ovvero la cronaca di un weekend a bordo con Marianna

Questo diario di bordo inizia con un timido autostop a Follonica, dove siamo arrivate in treno cariche dei nostri borsoni e la gabbietta di Jingjok (il micio). Avremmo dovuto aspettare più di due ore per il collegamento con il porto di Punta Ala: “naaa troppo sole e troppo tempo, che si fa?! Ma si dai, ditone fuori e autostop, in fondo siamo due donne, sarà facile!”
Ed ecco che, dopo circa 40 minuti di “no mi dispiace”, quando ormai eravamo in preda allo sconforto,  arriva un giovane ragazzo dell’est, Andrea, che andando ben oltre la sua destinazione, ci porta fino al porto. Grazie Andrea, ti  siamo debitrici e ti auguriamo il migliore dei venti per il tuo futuro!

Con questo spirito da autostoppiste, abbiamo poi abbracciato tutta la nostra avventura per mare: libere, senza orari (Jingjok a parte, che alle 6 ci dava la sveglia con giochi e baci), nessun impegno. Dove c’era vento andavamo, dove c’erano poche barche ormeggiavamo e la sera, dove c’era un villaggio e una gelateria, c’eravamo noi. Quando avevamo fame mangiavamo e quando avevamo sonno, Jingiok si svegliava, ma sopratutto…dove c’era vento giocavamo con le vele come due bimbe emozionate!

In barca vale la regola della semplicità, del rispetto e la capacità di adattarsi.
Non esistono più quelle imposizioni conviviali, che invece lasciano il posto alla sensibilità, al rispetto per i piccoli spazi e all’empatia con chi condivide il suo mondo con te. In barca valgono gli sguardi.

 Siamo partite con un sorriso e ci siamo sgolate con Lucio Dalla e Francesco de Gregori sotto cieli stellati e una luna “puttana”, che ci ha accompagnate tutte le sere.
Abbiamo sperimentato l’ancoraggio a vela e l’uscita di banchina senza motore, sfilandoci all’alba quatte quatte, con l’ausilio della trappa e la randa issata.
Sulla via del ritorno abbiamo galoppato dentro un maestrale da 20 nodi con raffiche sostenute, che ci hanno generosamente accompagnate fino alla fine del nostro meraviglioso viaggio.

Ogni imbarco un racconto, e proprio quando diventa un racconto, è inevitabile che cali un velo di nostalgia.
Il mondo di Marianna non è quello di Alice, esiste ed è alla portata di chi ha voglia di emozionarsi con attimi semplici, con la natura, il vento, il mare!

Tunny

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